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Sei in: Fare l'Italia, fare gli italiani - L'impresa dei Mille - 2 SPAZI, TEMPI, EVENTI - 2.14 Capua e Gaeta - La caduta di Capua secondo Bianciardi

La caduta di Capua secondo Bianciardi

Ecco come in La battaglia soda Luciano Bianciardi descrive l’addio di Garibaldi alle truppe e la caduta di Capua per mano dei piemontesi. Bianciardi nel suo romanzo pubblicato nel 1964 racconta la vicenda, fingendosi il garibaldino Giuseppe Bandi.

 

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«Vedete,» mi disse con quella voce che innamorava «vo­gliono bombardare a tutti i costi e io me ne vado perché non ho cuore di assistere a tanto barbaro spettacolo. Nessuno deve avere diritto di chiamarmi bombardatore.» Mi strinse la ma­no, salutò a voce alta i volontari che, rotte le file, gli si affol­lavano intorno: «Addio, figlioli, addio!» E sparì.
Un’ora dopo i bei cannoni rigati del general Mórozzo della Rocca aprirono il fuoco, e le nostre sparute batterie tenner loro bordone con la poca voce che aveano. Tutti insieme fa­cevano un fragore straordinario, come una banda intera di giganteschi tamburi che rullassero di pieno accordo, e conti­nuarono anche dopo buio con un fantastico gioco che pareva d’artifizio. Vedevo le bombe solcare il cielo nero come la pece e minaccioso di tempesta, per poi ricadere sulla città e sul fiume alle sue spalle, illuminandoli d’un lugubre chiarore. [...]

Spuntò livida l’alba e i cannoni tacquero a un tratto. Co­me già dissi, a noi che non s’era mai goduto lo spettacolo d’una città bombardata, parve che a Sebastopoli non si fosse fatta maggior gazzarra, ma stringi stringi l’assedio di Capua fu povera cosa. Imprecisi la più parte dei colpi, pochi furono i tetti sfondati e le muraglie rotte, e quando una bomba aprì la cupola del duomo, monsignor arcivescovo in persona corse dal comandante della piazza, e lo supplicò che smettesse quel­l’inutile distruzione, e di lì a poco i diecimila soldati e passa che formavano la guarnigione della città escirono gobbi e av­viliti e vennero a posare i fucili sulla spianata che in tempo di pace serviva a fare l’esercitazione di piazza, d’arme. Capua era caduta.

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Da Bianciardi L., La battaglia soda, Tascabili Bompiani, 2003, pp. 10-12.

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Gerolamo Induno, Garibaldi sulle alture di Sant’Angelo a Capua, 1862, olio su tela, 64,5x52 cm, Gallerie di Piazza Scala, Milano

CREDITS

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Autrici e responsabili del progetto: Silvana Citterio, Cristina Cocilovo, Marina Medi, Antonella Olivieri


Autrici - Collaboratrici: Sandra Baricelli per le carte originali, Giuliana Boirivant per “Melodramma e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, un movimento di libertà e giustizia. Patrioti e intellettuali, artisti e soldati, Adriana Sartori per “Pittura e Risorgimento” in Modulo 8 Il Romanticismo, cit. e alcune biografie.


Curatela e coordinamento progettuale: Silvana Citterio


Implementazione testi: Silvana Citterio, Mattia del Giudice (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 1, 2, 3, 4, 5, 6), Elena Rossi (Fare l’Italia, fare gli italiani: il processo di unificazione nazionale. Moduli 7, 8, 9,10, 11; Fare l’Italia e gli italiani Primaria; Guida docente)


Progettazione: Mattia del Giudice

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Copertina: Noa Carpignano (da Carlo Stragliati, Episodio delle Cinque Giornate in Piazza S. Alessandro, Museo del Risorgimento Milano)

Contatti:


silvcitt@gmail.com

milanosifastoriablog@gmail.com

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Referente progetto: Silvana Citterio

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